Otite cronica

Sintomi
Otite è un termine generico utilizzato per definireun'infiammazione o una infezione sia del condotto uditivo (esterna) che dell’orecchio medio (cioè quell’area compresa tra la membrana timpanica e l’orecchio interno).
La presenza di germi nel condotto uditivo o nell’orecchio medio, il deficit di difese immunitarie locali e generali, difetti di ventilazione tubarica (esiste infatti una comunicazione tra il naso e l’orecchio medio detta Tuba di Eustachio) costituiscono fattori e condizioni di rischio per l’insoregere e lo sviluppo di otiti.
Questa, in relazione alla localizzazione ed alla gravità, porterà a segni clinici rappresentati da: dolore, febbre, vomito riduzione dell’udito e secrezioni dall’orecchio.

 

 

Diagnosi
La diagnosi di questo problema sarà sia in relazione ai sintomi presentati dal paziente sia mediante accertamenti diagnostici.
Assieme alla storia clinica del paziente, sarà infatti necessario eseguire un’otoscopia, cioè una visualizzazione diretta del condotto uditivo e della membrana del timpano per valutare lo stato generale dell’orecchio e l’eventuale presenza di perforazioni del timpano.
A questo potrà essere associato l’esame audioimpedenzometrico (che può evidenziare un deficit uditivo di vario grado) e la Tc delle rocche petrose  tramite cui sarà possibile conoscere la reale estensione del processo infettivo e l'eventuale erosione delle strutture ossee.

 

 

Terapia
In questi casi è fondamentale allestire uno schema antibiotico fondato sul referto di un antibiogramma, onde evitare recidive e l'insorgenza di resistenze.
Alla terapia antibiotica si possono associare analgesici e antinfiammatori non steroidei. Queste terapie consentono la risoluzione temporanea del processi flogistici; la guarigione della perforazione timpanica può invece essere ottenuta mediante procedure chirurgiche come la miringoplastica e la timpanoplastica.

 

 

Terapia chirurgica
La timpanoplastica è un’intervento chirurgico che si esegue per la riparazione delle perforazioni della membrana timpanica e in questo modo il ripristino del normale meccanismo di conduzione del suono dal concodotto uditivo esterno all’orecchio interno. Se non si assoccia ad altre procedure chirurgiche viene anche detta miringoplastica o timpanoplastica di tipo I; quando invece si associa ad altre procedure quali l’ossiculoplastica (ricostruzione della catena degli ossicini) e la fresatura dell’osso posto dietro l’orecchio (mastoide) si parla di timpanoplastica di tipo II, III, IV e V oppure di timpanoplastica con mastoidectomia. Qualora si esegua una mastoidectomia si parla di timpanoplastica chiusa se si conserva la parete posteriore del condotto uditivo esterno e questo mantiene la sua normale conformazione anatomica oppure di timpanoplastica aperta se la parete posteriore viene abbattuta e al posto del condotto uditivo rimane un’ampia cavità. L’intervento può essere talora eseguito in due tempi, in particolare in patologie che presentano il rischio di residui di malattia nell’orecchio come il colesteatoma. L’intervento può essere eseguito sia in anestesia locale che generale.

 

Decorso post-operatorio
Generalmente, il giorno seguente l’intervento il paziente viene dimesso con una terapia antibiotica per 5 giorni e dovrà applicare delle gocce auricolari per 2 o 3 settimane.
Consigliamo in genere un periodo di riposo di due settimane e un periodo di ridotta attività fisica di un mese.

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