Infiammazioni acute e croniche della ghiandola parotide

Sintomi
La ghiandola parotide è una ghiandola deputata alla produzione di saliva e costituisce la più voluminosa delle ghiandole salivari. Tale ghiandola è frequentemente sede di infezioni e calcoli.
Per quanto concerne le problematiche infettive la più frequente è rappresentata dalla parotite; questa è un'infezione virale che si propaga per mezzo delle gocce degli starnuti o della tosse. Generalmente, si presenta con mal di testa, febbre, dolori al collo e sotto le orecchie, dolore alla masticazione, a volte dolore addominale. Il primo sintomo evidente della malattia è il gonfiore di una o entrambe le ghiandole parotidee per circa una settimana. Le complicazioni possono essere estremamente importanti quali: meningiti, pancreatite , infiammazione dei testicoli (orchite) o delle ovaie. La parotite è la prima causa di sordità acquisita del bambino.
Per quanto concerne le problematiche litiasiche detta anche calcolosi salivare, si caratterizza per la presenza di calcoli all'interno delle ghiandole salivari o nei canali di secrezione della saliva. I calcoli, quando raggiungono dimensioni considerevoli, bloccano la fuoriuscita di saliva dalla ghiandola e si manifesta una sintomatologia ad insorgenza improvvisa, che compare all'inizio o durante i pasti, caratterizzata da improvviso gonfiore della ghiandola e da violenti dolori (colica salivare).

 

 

Diagnosi
Le diagnosi delle problematiche parotidee è generalmente clinica e strumentale.
Per quanto riguarda la patologia infettiva, generalmente le indagini di laboratorio non rivelano nulla di specifico, se non un aumento dei globuli bianchi, tipico segno di infiammazione e di infezione. La diagnosi clinica è generalmente agevole per la bilateralità dell'interessamento parotideo, l'andamento della febbre, la consistenza della tumefazione ghiandolare.
A questo potrà essere associato, quando necessario, una valutazione Ecografica per escludere qualunque altra problematica di origine non infettiva o infiammatoria.

 

 

Terapia
Come per molte malattie virali non esistono medicinali specifici capaci di contrastarle.
Il trattamento è esclusivamente sintomatico, con antipiretici o analgesici. Può essere utile evitare l'assunzione di alimenti dal forte sapore che stimolano la salivazione e conseguentemente il dolore
È importante accennare che esiste un vaccino (efficace nel 90% dei casi) consigliato in associazione a quello contro il morbillo e la rosolia durante l'età infantile.
Nel caso in cui, sia stata accertata la presenza di calcoli singoli, di importanti dimensioni, o di una calcolosi diffusa che determinino ripetuti episodi di infiammazioni acute sarà necessario eseguire l’asportazione del calcolo dal condotto o della intera ghiandola nei casi più gravi.

 

Decorso post-operatorio
L’intervento chirurgico, più frequentemente utilizzato in caso di calcolosi recidivanti è costituito dall’asportazione della parte ghiandolare interessata dalla patologia (Parotidectomia superficiale o profonda). Il decorso postoperatorio è solitamente di 2 o 3 giorni, in cui viene mantenuto un piccolissimo drenaggio per evitare la formazione di ematomi che prolungerebbero i tempi di guarigione. I punti di sutura vengono rimossi dopo 5 o 7 giorni. Le uniche precauzioni da seguire sono rappresentate da astensione dell’attività fisica e dall’assumere cibi il meno possibile “gustosi” al fine di ridurre al minimo la secrezione di saliva e ridurre i tempi di ripresa dall’intervento.

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