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Sindrome delle apnee ostruttive del sonno

Sintomi
La sindrome delle apnee durante il sonno è una malattia molto seria, anche se generalmente poco conosciuta, caratterizzata da episodi di "apnea" cioè un arrresto della respirazione che si prolunga per 10 secondi o più.
L’OSAS colpisce il 4% degli uomini ed il 2% delle donne. È stato calcolato che circa due milioni di Italiani possono soffrire di questa malattia.
I sintomi clinici che orientano nella diagnosi sono: estrema affaticabilità e perdita di energia; depressione o irritabilità; difficoltà nella concentrazione; mal di testa mattutino; sonnolenza.
Quasi sempre si tratta di russatori, che rendono molto difficile il sonno di chi gli dorme accanto.
Le conseguenze della sindrome delle apnee ostruttive sono dovute al fatto che durante le apnee l'ossigenazione del sangue, riducendosi, crea uno stato di "stress" reiterato al cuore e cervello.
E' infatti comune che l’OSAS si accompagni ad alterazioni della pressione sanguigna (ipertensione) e del battito cardiaco (aritmie). Inoltre i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione normale, di avere importanti conseguenze come infarto cardiaco o ictus cerebrale. A causa dell’eccessiva sonnolenza diurna, che può arrivare a compromettere le normali occupazioni di vita sociale e lavorativa, i pazienti hanno un elevatissimo rischio di incorrere in incidenti automobilistici.
Cenno a parte meritano le importanti conseguenze che possono colpire la popolazione pediatrica come: ipertensione polmonare, cuore polmonare cronico, scarso sviluppo staturo-ponderale, problemi comportamentali, ridotto rendimento scolastico e sonnolenza.

 

 

Diagnosi
La diagnosi non può prescindere da una valutazione strumentale condotta per l'intera durata della notte chiamata esame polisonnografico. Questo studio consente di valutare e quantificare la presenza di apnee.
Identifica con certezza l'esistenza e l'entità delle apnee notturne ed è in grado di rilevare le modificazioni cardiovascolari caratteristiche di questa patologia.
L'evoluzione tecnologica ha consentito di produrre sistemi di registrazione mediante cui è possibile la registrazione di: rumore respiratorio, flusso aereo oro-nasale, movimenti respiratori toracici ed addominali, elettrocardiogramma, ossimetria, posizione corporea.

 

 

Terapia
La terapia chirurgica di questo tipo di problemi è molteplice e personalizzata in relazione alle problematiche dei siti ostruttivi del singolo paziente.
L'adenoidectomia, associata o meno alla tonsillectomia, in genere è sufficiente per risolvere il problema della roncopatia nei pazienti pediatrici.
La correzione di deformità del setto nasale permette di ristabilire la pervietà nasale.
La decongestione dei turbinati riduce l’ingombro nelle cavità nasali.
L'Uvulo Palato Faringo Plastica o UPPP si esegue mediante l’asportazione delle tonsille ed una lieve resezione del palato molle, determinando quindi un irrigidimento delle strutture responsabili del russamento ed delle apnee.
A questi, quando necessario, in caso cioè di una sindrome delle apnee del sonno di grado medio o grave, è possibile eseguire anche un intervento di sospensione ioidea, che prevede il fissaggio dell’osso iode al bordo superiore della cartilagine tiroidea. E’ indicata quando vi sia un collasso trasversale delle pareti faringee.
Esistono due ulteriori procedure, che tuttavia trovano la loro indicazione in rari casi e cioè l’avanzamento bimascellare (avanzamento del mascellare e della mandibola di almeno 11 mm) e la riduzione del base lingua (mediante un accesso orale si esegue l’asportazione di parte dei muscoli della base della lingua).

 

Decorso post operatorio
Per quanto concerne la correzione delle deformità del setto nasale, la decongestione dei turbinati e la palatoplastica si possono visionare nelle sezioni specifiche.
L’intervento di sospensione ioidea è sostanzialmente privo di problematiche post-operatorie, fatta eccezione per una lieve difficoltà nella deglutizione che si risolve dopo pochi giorni.

Per quanto concerne l’avanzamento bi mascellare e la resezione del base lingua il decorso è sicuramente più impegnativo. Questi prevedono una degenza di circa 3-4 giorni dopo l’intervento.

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